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Data:

07 Luglio 2026

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- 7 Luglio 2026 -
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Abbiamo appreso solo dalla stampa dellโ€™esistenza di uno studio relativo allโ€™ipotesi di fusione tra i Comuni di Carmignano di Brenta, Fontaniva, Gazzo, Grantorto e San Pietro in Gu, finalizzato alla costituzione di un unico Ente locale di quasi 28.500 abitanti.

La prima considerazione, doverosa, รจ di metodo. Leggiamo le dichiarazioni dei promotori secondo cui non vi sarebbe "alcuna scelta calata dall'alto", ma restiamo sorpresi di dover scoprire i dettagli di questo โ€œstudioโ€ dalle pagine di un quotidiano senza averlo mai visto prima. Se si vuole davvero aprire un confronto serio e costruttivo sul futuro dei nostri Comuni, il primo passo deve essere un dialogo istituzionale trasparente con le amministrazioni interessate e, soprattutto, con le nostre comunitร .

Una fusione tra Comuni non รจ un semplice atto contabile basato su ipotetiche economie di scala. รˆ una scelta profonda, che ridisegna la storia, lโ€™organizzazione e la vita quotidiana dei nostri paesi. La sovranitร  appartiene ai cittadini, unici veri titolari del diritto di decidere sulle sorti della propria identitร  amministrativa e della rete dei servizi di prossimitร .

I nostri Comuni non hanno preclusioni ideologiche e hanno sempre dimostrato ampia disponibilitร  alla collaborazione. Negli anni abbiamo maturato esperienze positive di lavoro congiunto, partecipazione a bandi e coordinamento territoriale. Questa รจ una strada che vogliamo certamente rafforzare. La fusione, tuttavia, รจ un passaggio irreversibile e molto piรน radicale. Non puรฒ essere considerata una soluzione automatica ai problemi degli enti locali, nรฉ puรฒ essere affrontata con fretta. Richiede un'analisi puntuale dei reali vantaggi operativi e una valutazione concreta degli effetti sulla qualitร  dei servizi al cittadino.

I Comuni non sono soltanto centri di costo da razionalizzare, ma presidi fondamentali di vicinanza. Nei nostri municipi si affrontano ogni giorno questioni concrete: supporto alle famiglie, sociale, sicurezza, cura del territorio e delle imprese. รˆ doveroso ricordare che le nostre amministrazioni non sono realtร  inefficienti in cerca di salvataggio: i nostri bilanci sono in ordine, il livello di tassazione รจ contenuto e i servizi essenziali sono pienamente garantiti.

In merito allโ€™ipotesi di escludere dai contributi regionali le amministrazioni che non procedono alla fusione, esprimiamo ferma preoccupazione per il rischio di creare un'ingiusta disparitร  di trattamento. Le risorse pubbliche devono servire a sostenere lo sviluppo locale, non a condizionare le scelte democratiche e autonome dei territori. Auspichiamo pertanto un dialogo basato sulla leale collaborazione istituzionale e sulla reale tutela dei diritti delle persone, senza ingiustificate penalizzazioni economiche.

In conclusione, ribadiamo con fermezza la nostra linea: sรฌ alla collaborazione e alle sinergie sovracomunali per migliorare i servizi, no a un progetto di fusione frettoloso e forzato nei metodi. Le nostre comunitร  meritano rispetto e trasparenza. Il destino del territorio non si definisce a tavolino con uno studio tecnico, nรฉ si comunica attraverso proclami mediatici. Un cambiamento istituzionale di tale portata richiede un percorso profondamente democratico: deve partire dal reale ascolto del territorio per rimettersi, in ultima istanza, alla decisione libera e consapevole dei cittadini, unici veri protagonisti del futuro dei nostri paesi.

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Ultimo aggiornamento: 07/07/2026, 16:43

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